"Usare l'aria fredda del phon fa male", ma è davvero così? Vediamo cosa dice la fisica

Non tutta l’aria fredda vien per nuocere: una riflessione sui gesti quotidiani e i loro risvolti invisibili
Nelle routine più comuni, a volte si nascondono interazioni complesse che coinvolgono fenomeni fisici. Prendiamo un gesto banale come asciugarsi i capelli: apparentemente privo di misteri, questo processo è in realtà un piccolo laboratorio domestico, dove calore, molecole e superfici interagiscono in modo sofisticato. Eppure, intorno a gesti come questo si moltiplicano i consigli, spesso contraddittori. Usare l’aria fredda fa bene o fa male?
Per capire come stanno davvero le cose, bisogna prima osservare da vicino la struttura del capello. La sua superficie è formata da strati microscopici di cellule appiattite, chiamate cuticole, disposte in modo simile alle tegole su un tetto. Questi strati svolgono un ruolo cruciale, perché regolano la porosità del capello, cioè la capacità di assorbire e trattenere acqua. Quando si bagnano, le molecole d’acqua penetrano all’interno del capello e sollevano le cuticole, rendendo la fibra più vulnerabile.
L’asciugatura, quindi, è una fase fondamentale per mantenere la struttura intatta. Le modalità con cui si fornisce calore, e la sequenza in cui si alternano le temperature, incidono direttamente sulla struttura del capello. L’aria calda ha molecole ad alta energia cinetica, che urtano le gocce d’acqua trasferendo loro energia termica. Questo rompe i legami intermolecolari e consente all’acqua di evaporare rapidamente.
Il momento in cui interviene l’aria fredda è tutt’altro che accessorio. Quando i capelli sono ormai asciutti, l’abbassamento brusco della temperatura induce una contrazione delle cuticole. Queste si richiudono, trattenendo l’umidità residua e restituendo alla superficie del capello una continuità che ne esalta la riflessione della luce. È questo meccanismo che rende i capelli visibilmente più brillanti.
Sigillare, non raffreddare
L’effetto dell’aria fredda, quindi, non ha nulla a che vedere con una vera asciugatura. Non serve a togliere umidità, ma a modificare la struttura esterna del capello, consolidando il risultato estetico della piega.
Parlare di “danno” provocato dall’aria fredda non ha fondamento fisico: la sua funzione è complementare a quella del calore.
Il danno viene prima
Il rischio reale non è nel getto freddo, ma nell’abitudine opposta. Quando si applica aria calda su capelli ancora completamente bagnati, l’evaporazione è tanto intensa da provocare danni strutturali alla fibra capillare.
La soluzione più efficace, prima ancora del phon, è un semplice asciugamano, capace di eliminare gran parte dell’acqua in eccesso e ridurre lo stress termico. La fisica, anche in bagno, ha sempre qualcosa da insegnare.
