Su questo pianeta il tempo scorre più veloce che sulla Terra: ecco perché

Su Marte ogni secondo conta un po’ di più. Il tempo scorre diversamente e ora sappiamo quanto
Pensiamo che il tempo scorra con la stessa regolarità di sempre in tutto il nostro sistema solare. Eppure, una differenza impercettibile ma reale separa gli orologi dei pianeti. Infatti, è la fisica stessa a stabilire che il tempo, nel cosmo, non è assoluto.
Comprenderlo con precisione è oggi essenziale, soprattutto per chi guarda lo spazio oltre la nostra atmosfera non più come a una meta lontana, ma come a una prossima tappa operativa.
Da anni, le agenzie spaziali progettano missioni sempre più complesse verso il pianeta rosso. Tra le sfide da affrontare, una riguarda la misura del tempo: come sincronizzare con esattezza comunicazioni, spostamenti e operazioni se anche il ritmo dei secondi cambia da un mondo all’altro? La questione è decisiva per lo sviluppo di sistemi autonomi di navigazione e telecomunicazione interplanetaria.
La Terra dispone di una rete altamente sofisticata per la misurazione del tempo, basata su orologi atomici, satelliti e sistemi GPS. Su Marte, però, questo standard non può essere semplicemente replicato. Prima di tutto, occorre comprendere come il tempo scorra su quel pianeta. E per farlo, è necessario quantificare con rigore gli effetti relativistici legati alla gravità e al moto orbitale, secondo le teorie di Einstein.
Una questione di microsecondi e gravità
Fisici del National Institute of Standards and Technology (NIST) hanno calcolato per la prima volta quanto il tempo marziano differisca da quello terrestre. In media, un orologio su Marte ticchetta 477 microsecondi più velocemente di uno sulla Terra, ogni giorno. Questo scarto non è costante, varia fino a 226 microsecondi a seconda della posizione del pianeta nella sua orbita ellittica. La causa principale risiede nella gravità più debole di Marte, circa un quinto rispetto a quella terrestre, che secondo la relatività generale consente al tempo di fluire più rapidamente.
Ma il calcolo non si esaurisce qui. I ricercatori hanno dovuto includere anche le influenze gravitazionali del Sole, della Luna e della Terra stessa; insomma, un problema a quattro corpi estremamente complesso. Solo integrando tutti questi effetti è stato possibile ottenere un valore utile per applicazioni pratiche.
Le basi del tempo interplanetario
L’accuratezza richiesta non è un vezzo accademico ma dobbiamo sapere che i sistemi di comunicazione avanzati, come le reti 5G, richiedono precisioni dell’ordine di decimi di microsecondo. Quando si parla di sincronizzazione tra pianeti, ogni minima discrepanza può compromettere la trasmissione o la localizzazione. Sapere esattamente come e quanto il tempo si discosta su Marte è quindi una condizione necessaria per immaginare reti interplanetarie affidabili.
Questa ricerca segna un passo fondamentale verso la realizzazione di infrastrutture temporali extraterrestri. Oltre all’applicazione pratica, rafforza la comprensione dei principi relativistici in contesti reali. Il tempo su Marte è ora una misura concreta che ora possiamo modellare, prevedere e utilizzare. Per la prima volta, abbiamo una risposta precisa alla domanda: che ora è su Marte?
