Sai le basi ma non riesci a parlare in inglese: sicuramente commetti questi errori

3' di lettura
condividi su

Sai le basi ma non riesci a parlare in inglese: il problema non è la grammatica. Continua a leggere e vedi se ti riconosci in questi errori.

Quando impariamo l’inglese ci tocca memorizzare regole e vocaboli, sì, ma soprattutto dobbiamo riuscire a usarli in modo fluido nella vita quotidiana. Eppure, anche chi ha studiato per anni spesso si blocca proprio quando dovrebbe iniziare a parlare. L’ostacolo non è solo nella lingua, ma nel modo in cui la si affronta.

Molti studenti, dopo aver superato verifiche e test, si trovano spaesati di fronte a una semplice conversazione. La comprensione passiva non si traduce automaticamente in produzione attiva: leggere e ascoltare non basta. Serve un cambiamento di mentalità, un salto che non tutti riescono a compiere.

La frustrazione nasce dall’illusione che studiare equivalga a saper parlare. Ma la lingua, come qualsiasi abilità, si acquisisce praticandola. Senza contesto reale, senza tentativi ed errori, senza abitudine all’uso quotidiano, anche le nozioni più solide restano teoriche.

Il nodo centrale non è la mancanza di tempo o la complessità dell’inglese, ma l’approccio con cui si decide di affrontarlo. E alcuni errori, ripetuti inconsapevolmente, rendono tutto più difficile di quanto dovrebbe essere.

Tre convinzioni da cambiare

Il primo errore è credere che l’inglese vada studiato e non vissuto. Chi si limita a esercizi e lezioni formali difficilmente arriverà a parlare con disinvoltura. La differenza la fa la pratica quotidiana: leggere, ascoltare, scrivere e parlare ogni giorno, anche con frasi semplici, anche sbagliando. Il cambiamento arriva solo quando la lingua entra nella routine.

Il secondo errore è aspettare la perfezione prima di iniziare a parlare. Questa idea paralizza: si rimanda, si evita, si rinuncia. In realtà, ciò che conta è comunicare, non parlare in modo impeccabile. Nessuno corregge un turista che sbaglia un verbo: se il messaggio arriva, la comunicazione è riuscita. Così funziona con tutte le lingue.

Una nuova mentalità per imparare

Infine, il terzo ostacolo è pensare come un adulto. Gli adulti temono l’errore, si giudicano, si vergognano. I bambini no: ascoltano, provano, ripetono. Non sanno leggere né scrivere, ma parlano. Perché sono immersi nella lingua, non la studiano da fuori. E imparano perché usano ciò che sentono, senza timori.

Per acquisire davvero l’inglese bisogna immergersi: cambiare lingua al telefono, guardare serie in originale, ascoltare podcast su ciò che si ama, scrivere messaggi e registrare vocali in inglese. L’obiettivo non è essere perfetti, ma iniziare, ogni giorno, con pazienza. La pratica costante trasforma la lingua in uno strumento reale, che si sa usare. Anche se all’inizio sembra impossibile.

condividi su