Riso, ti viene sempre colloso e scotto: cuocilo così per un risultato fragrante
Ti impegni al meglio, ci presti attenzione, lo controlli costantemente, ma alla fine il risultato è sempre lo stesso. Ecco che cosa continui a sbagliare
Il riso è senza dubbio un elemento cardine di molteplici culture differenti in tutto il mondo, apprezzato per la sua leggerezza, ma anche per la sua versatilità, che permette di preparare porzioni gustose, grazie ad abbinamenti vincenti.
E non ci limitiamo a parlare soltanto delle – comunque variabilissime – preparazioni salate. Vi basti pensare già al nostrano risotto, alla paella, direttamente dalla vicina Spagna, o alle numerose ricette dell’estremo Oriente.
In molti si dimenticano che, perfino storicamente, il riso veniva largamente utilizzato nel merito di ricette dolci, come il riso al latte, piatto povero ma senza dubbio nutriente, torte da forno, ma anche dessert provenienti da zone del mondo differenti dalla Penisola.
Non soltanto, poi, la possibilità di combinarlo come meglio vogliamo, con gli ingredienti che più ci aggradano, ma anche di scegliere tra decine di varietà differenti, che si contraddistinguono ognuna per consistenze e aromi differenti.
Le principali accortezze da seguire
Non esiste una migliore tecnica di cottura per il riso valida per ciascuna diversa varietà, proprio perché ogni caratteristica del chicco richiede un approccio differente ai fornelli. Ipotizzando di dover cuocere un tradizionale riso bianco contraddistinto da una particolare ricchezza di amido, che si tratti di opzioni fine o superfine. Per non ottenere chicchi collosi, che tendono a restare appiccicati, la bollitura dovrà avvenire soltanto dopo aver sciacquato il riso, in modo tale da eliminare sia la polvere, sia eventuali impurità.
Attenzione, poi, ai tempi di cottura, che nel caso del bianco sarà pari a circa 15 minuti, aumentati a 30 nel semi integrale e fino a 45 per l’integrale, prestando un occhio anche alle proporzioni, tra porzioni di riso e quantità d’acqua (ad esempio mezzo litro per 100 grammi).
Il cambio del chicco può cambiare tutto
Una volta terminata la bollitura, poi, il consiglio è quello di lasciare il riso a riposare anche solo per cinque minuti, possibilmente coperto, in modo da favorire lo staccamento dei chicchi tra loro e producendo un’indubbia miglioria nel sapore. Il basmati, invece, presenta caratteristiche inevitabilmente differenti: sapore delicato, esotico, ideale da abbinare con piatti speziati, sia di carne, sia di pesce, tipico del sub-continente indiano, ma ormai molto diffuso anche tra le nostre cucine, soprattutto quando si ha voglia di sperimentare e di ispirarsi anche a ricette, per l’appunto, etniche.
Lessare il basmati richiede prima una fase preparatoria, che consiste nello sciacquare il riso fino a 4 volte sotto l’acqua corrente, per poi metterlo in acqua (in questo caso a 100 grammi di riso, circa, dovranno corrispondere 250 grammi di acqua). La cottura avverrà a coperchio chiuso per dieci minuti al massimo. A fornire queste preziose indicazioni è il sito ufficiale di Fatto In Casa da Benedetta.
