Problemi nello studio? Devi combattere questi 3 nemici, ecco come fare

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Capita a molti di sentirsi bloccati, incapaci di migliorare nello studio nonostante gli sforzi. Eppure, spesso non è questione di intelligenza o capacità, ma di tre ostacoli invisibili che si insinuano nel modo in cui affrontiamo ogni giornata scolastica.

Non basta essere presenti in aula per imparare davvero. Frequentare le lezioni è solo il primo livello, quello più ovvio, ma ciò che determina il successo scolastico si gioca su un piano più profondo. C’è chi studia tanto ma non ottiene risultati, chi si sente in difficoltà senza sapere esattamente perché. A volte il problema non è quanto si studia, ma come lo si fa.

È importante conoscere i nemici dello studio, quei comportamenti silenziosi che sabotano l’apprendimento senza che ce ne accorgiamo. Non stiamo parlando di pigrizia o mancanza di impegno. Al contrario, si tratta di automatismi difficili da riconoscere, tanto più pericolosi quanto più sembrano parte della normalità quotidiana.

Il primo di questi è la fretta. Viviamo in un’epoca in cui tutto è veloce: video brevi, risposte istantanee, contenuti semplificati. Questo ha alterato il nostro rapporto con la conoscenza. 

Ma lo studio non è rapido, non può esserlo. Apprendere richiede tempo, concentrazione e pazienza. La conoscenza non si scarica, si costruisce. Pensare di poter capire un principio fisico o un passaggio matematico in un minuto significa distorcere la natura stessa del sapere.

Fretta, distrazione e inerzia: un ciclo da spezzare

La seconda trappola è la distrazione. Gli stimoli sono ovunque, ma il principale è il cellulare. Spegnerlo può sembrare una banalità, ma è un atto rivoluzionario. È vero: non tutti gli insegnanti sono coinvolgenti, ma l’attenzione è una scelta. Restare concentrati in classe permette di comprendere già durante la spiegazione, riducendo il carico di lavoro pomeridiano e trasformando l’apprendimento in qualcosa di attivo, non più passivo o faticoso.

Quando si trascurano questi aspetti, compare il terzo nemico: l’inerzia. È quella sensazione di blocco che porta a rimandare, a non cominciare nemmeno, a perdere motivazione. Come in fisica, anche nello studio l’inerzia tiene fermi finché non si applica una forza esterna. E quella forza può essere proprio l’attenzione ritrovata in classe o il tempo speso senza ansia, senza fretta.

Come cambiare davvero le cose

Per uscire dal circolo vizioso, bisogna intervenire all’origine. Eliminare la fretta significa accettare che studiare richiede ore, non minuti. Affrontare la distrazione significa creare uno spazio protetto per l’apprendimento, a scuola come a casa. 

Così si spezza l’inerzia e si attiva un circuito virtuoso: più capisci, più sei motivato, più sei motivato, più impari con facilità. Lo studio non sarà solo un dovere, ma uno strumento per diventare persone più libere, capaci e consapevoli.

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