Esame di maturità, non fare questi errori: ti basta fare così per superarli al meglio

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La maturità sembra un mostro, ma il difficile sta solo nel primo passo: poi scoprirai che sei più pronto di quanto pensi.

Ci sono prove che si aspettano per anni, temute come ostacoli giganteschi. L’esame di maturità è una di queste. Il primo vero confronto con se stessi, con l’ansia, con il giudizio altrui. Ma la verità è che tutto cambia nel momento in cui ci si siede e si comincia a scrivere: l’attesa era peggiore della realtà. 

A volte basta un gesto simbolico per capirlo, anche assurdo, come gettare via una cartuccera piena di temi copiati in bagno pochi minuti prima dell’inizio. Chi ha vissuto quell’esperienza sa quanto sia facile farsi travolgere dalla paura del fallimento. Il primo scritto, il tema, è il momento più carico di tensione. Il giorno prima è un concentrato di voci, previsioni, consigli improbabili. 

Ma c’è un attimo preciso in cui tutto si azzera: quando si legge la traccia giusta. Succede quasi per caso, tra una parola e l’altra, quando una frase parla proprio a te. Allora ti rendi conto che non serve prevedere nulla: basta avere qualcosa da dire. L’esame premia chi riesce a metterci dentro se stesso. Il contenuto conta, certo, ma ancora di più conta come si pensa, come si argomenta, come si racconta un’idea. 

Non si tratta di inventare nulla, ma di trovare un filo che unisca le conoscenze con la propria visione delle cose. È così che una traccia sulla matematica e la poesia può diventare il racconto di un ragazzo che studia fisica ma suona il violino, e che scopre, scrivendo, che scienza e arte possono nascere dallo stesso sguardo.

Il cuore batte forte, ma va seguito

Il momento in cui si entra nell’aula del primo scritto è forse il più difficile. Non c’è nulla da fare, il cuore accelera. Ma in quell’agitazione può nascondersi l’energia per tirare fuori il meglio. 

È la prova della fiducia: si scrive con quello che si ha, non con ciò che si vorrebbe avere. E chi leggerà quei testi non cerca una perfezione irraggiungibile, ma una voce autentica, un pensiero personale, un’idea ben difesa.

La traccia ti parla, se sai ascoltarla

Anche se a prima vista sembrano fredde e distanti, le tracce offrono sempre uno spiraglio. Basta leggerle con attenzione e calma. Una colpirà più delle altre. 

Non per forza sarà facile, ma sarà quella che accende qualcosa.  È da lì che si parte, con coraggio. Perché l’esame non serve solo a valutare: serve anche a dirsi, finalmente, chi si è diventati. E chi si è pronti a diventare.

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