Energia oscura, oltre il visibile: come una forza invisibile cambia il destino dell’universo

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Una forza che non vediamo, non tocchiamo e non conosciamo, ma che modella la struttura dell’universo a ogni secondo

Nel cielo notturno vediamo stelle, pianeti e galassie. Ma ciò che percepiamo con gli occhi, o con i migliori strumenti della scienza, rappresenta solo una frazione minima di tutto ciò che esiste. Oltre la materia conosciuta si nasconde una realtà più vasta, silenziosa, invisibile. Una realtà dominata da forze che sfuggono alla nostra comprensione, come l’energia oscura.

La scienza moderna ha rivoluzionato la nostra idea di universo. Dopo secoli in cui si pensava che ciò che si vedeva fosse tutto, le osservazioni cosmologiche mostrano un quadro ben diverso: solo il 5% del contenuto dell’universo è costituito da materia ordinaria. Il restante è suddiviso tra materia oscura, che interagisce gravitazionalmente ma non emette luce, ed energia oscura, che rappresenta circa il 70% del totale.

Questa energia non può essere osservata direttamente. Non interagisce con la luce, non si lega alla materia visibile, ma agisce a scala cosmica influenzando la struttura e il destino dell’universo. Ciò che sappiamo della sua esistenza deriva dall’effetto che esercita sull’espansione dello spazio.

Tutto ha inizio nel 1929, quando Edwin Hubble osserva un fenomeno sorprendente. Analizzando la luce proveniente da galassie lontane, scopre che la lunghezza d’onda è spostata verso il rosso, un indizio chiaro che le galassie si stanno allontanando. Più una galassia è distante, più veloce è la sua fuga. È la prova che l’universo si espande.

Una forza che spinge l’universo sempre più lontano

La spiegazione più immediata, all’epoca, era che questa espansione sarebbe rallentata nel tempo, frenata dalla gravità generata dalla massa presente nel cosmo. Ma le osservazioni successive ribaltano questa ipotesi. I dati più recenti dimostrano che l’universo non solo si espande, ma accelera. Ciò che colpisce è la scala di questo processo: ogni secondo, lo spazio stesso si dilata, creando nuovi vuoti tra le galassie. Questo significa che la distanza tra i corpi celesti cresce continuamente, in modo sempre più rapido. 

Qualcosa, nell’universo, spinge in direzione opposta alla gravità. La fisica attribuisce questo ruolo all’energia oscura, una componente che permea lo spazio vuoto e che si comporta come una forza repulsiva. Ma non si tratta di un’energia localizzata, è una proprietà dello spazio stesso. Più spazio si crea, più energia oscura si manifesta.

Tre ipotesi per spiegare l’inspiegabile

Sebbene non esista una definizione condivisa, la scienza ha proposto tre interpretazioni. La prima è che l’energia oscura sia intrinseca allo spazio, una proprietà che emerge naturalmente man mano che l’universo si espande. Questa visione è legata al concetto di costante cosmologica introdotto da Einstein nel 1917, un termine che controbilancia la gravità. La seconda ipotesi immagina uno spazio brulicante di particelle virtuali, coppie di particelle e antiparticelle che si creano e si annichilano continuamente. Il bilancio energetico di queste fluttuazioni potrebbe spiegare l’energia oscura, ma i calcoli teorici portano a valori incompatibili con l’osservazione.

Infine, c’è l’idea che l’energia oscura sia un campo fluido e dinamico, che riempie tutto l’universo e che possiede proprietà fisiche diverse dalla materia ordinaria. Una sorta di tessuto invisibile che si tende, si espande, e altera il comportamento della realtà. Oggi la scienza può solo descriverne gli effetti. Il resto è ancora un enigma. Ma nonostante le incertezze, una cosa è chiara: ciò che domina l’universo non è ciò che vediamo, ma ciò che ancora non capiamo.

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