Dimensioni che non vediamo potrebbero spiegare da dove proviene la massa: gli scienziati propongono una nuova teoria

Forze, particelle e massa potrebbero non essere ciò che sembrano: una nuova teoria punta tutto sulla geometria nascosta dello spazio.
Ciò che percepiamo come materia potrebbe essere solo una manifestazione della forma dello spazio stesso. Non un elemento aggiunto, ma una proprietà emersa dalla struttura profonda dell’universo. Questa è l’ipotesi radicale proposta da un gruppo di fisici teorici, che immaginano una realtà in cui la massa, le forze fondamentali e persino l’espansione cosmica siano conseguenze dirette di dimensioni che non possiamo vedere.
La teoria, sviluppata dal fisico Richard Pincak e pubblicata su Nuclear Physics B, rimette al centro un concetto antico ma mai risolto: che lo spazio non sia solo un contenitore passivo, ma un attore attivo nell’origine delle leggi fisiche. E questa volta, la chiave sembra trovarsi in sette dimensioni extra, piegate e dinamiche, che potrebbero nascondere più di quanto immaginiamo.
L’idea parte dall’esistenza di dimensioni aggiuntive compatte, già ipotizzate da varie teorie unificanti. In questo caso si tratta di G2-manifold, forme geometriche a sette dimensioni particolarmente ricche, dotate di torsione interna. Queste strutture non sono statiche: secondo il nuovo modello, possono evolversi nel tempo attraverso un processo chiamato flusso G2-Ricci, modificando la loro curvatura interna.
È in questa dinamica che, secondo i ricercatori, emergono solitoni geometrici stabili, ovvero configurazioni che si mantengono nel tempo. Tali solitoni, prodotti dalla torsione delle dimensioni nascoste, potrebbero spiegare fenomeni cruciali come la rottura spontanea di simmetria, oggi attribuita al campo di Higgs.
massa senza campo di Higgs
Nel Modello Standard, le particelle ottengono massa interagendo con il campo di Higgs. Ma in questo scenario alternativo, la massa nasce direttamente dalla geometria. Più precisamente, dalla resistenza dello spazio stesso alla deformazione imposta dalla torsione interna delle dimensioni superiori.
Questa visione elimina la necessità di un campo separato: ciò che percepiamo come massa sarebbe un effetto della risposta intrinseca dello spazio alla propria struttura. La materia, quindi, non esisterebbe in sé, ma come risultato delle proprietà del vuoto geometrico in più dimensioni.
implicazioni cosmologiche e una nuova particella
Il modello si estende anche su scala cosmica: la torsione delle dimensioni extra potrebbe contribuire alla curvatura dello spaziotempo, spiegando in modo naturale l’accelerazione dell’universo e la costante cosmologica positiva. Ma non solo: i calcoli suggeriscono l’esistenza di una nuova particella, la Torstone, legata direttamente a queste proprietà geometriche. Se esistesse, potrebbe essere individuata in esperimenti futuri ad alta energia.
L’obiettivo ultimo della teoria è generalizzare la visione geometrica di Einstein. Se la gravità è curvatura dello spazio, perché non lo dovrebbero essere anche le altre forze? Secondo Pincak, la semplicità potrebbe essere il principio guida: la massa, l’elettrodebole e la struttura stessa della materia sarebbero manifestazioni della forma nascosta dell’universo a sette dimensioni.
